Placacid Recordati
Negli anni Cinquanta /
Sessanta, se foste rimasti appesantiti dalle abbuffate pasquali,
sicuramente avreste tratto giovamento dall’uso del Placacid Recordati.
Questo
farmaco è andato in pensione nel 1999, ma credo che in tanti
ricorderanno ancora le scatole verdi e bianche o i flaconcini che erano
prescritti in caso di bruciori di stomaco di una certa entità, con
possibilità di evoluzione in forme patologiche più pensanti.
Infatti,
il Placacid era qualcosa di più di un semplice antiacido, ma questo è
possibile dedurlo solo da un’analisi della composizione:
4 – Cloro – 3 aminobenzoato di dimetilaminoetile cloridrato:
antispastico ed analgesico locale, il quale forniva un’azione più forte
rispetto ad altri antiacidi comuni disponibili all’epoca.
Laurilsolfato sodico:
è un tensioattivo ed un agente schiumogeno presente in moltissimi
prodotti di uso comune, come dentifrici, schiume da barba e shampoo. Ad oggi non è più utilizzato come farmaco di per sé in quanto può risultare irritante per la mucosa gastrica.
Aminoacetato basico di alluminio:
nel caso del Placacid e di altri farmaci coevi è presentato come un
potente protettore della mucosa in caso di ulcera gastrica, grazie alla
sua azione basificante. La sua assunzione genera stitichezza, ma gli
ideatori del Placacid avevano pensato di mitigare questo inconveniente
tramite l’aggiunta di carbossimetilcellulosa e ossido di magnesio.
Ossido di magnesio: semplice magnesia ad effetto lassativo.
Trisilicato di magnesio: spesso utilizzato in terapia come antiacido, soprattutto se associato ad idrossido di alluminio ed idrossido di magnesio.
Sodio carbossimetilcellulosa:
questa molecola dal nome eccellente per qualunque partita di Scarabeo, è
presente in tutte le nostre case. Dove? Negli imballaggi per alimenti,
spesso indicata con la sua sigla, in quanto è un additivo autorizzato
dall’Unione Europea (E466). Nel Placacid invece, doveva rappresentare
una fonte di fibre.
Amido, talco, sodio stearato ed aromi: per il “corpo” della pastiglia.
Confrontando
la formulazione del Placacid con altri prodotti in voga in quegli anni,
come l’Alucol Wander ci si rende conto di come il primo fosse
all’avanguardia, tanto da arrivare anche ad una versione più forte del
prodotto, il temibile “Placacid distensivo”, che possedeva in più
l’azione psicoattiva sul paziente.
Ecco la foto del campione gratuito:
Non è una scatola, ma
un semplice cartoncino piegato in due che contiene all’interno ancora
due pastiglie. Oggetti di questo genere erano spesso consegnati a medici come
campioni gratuiti per far testare la “bontà” del prodotto nella sua
applicazione terapica, non certo in fatto di golosità o gradimento al
palato, ma in termini di efficacia.
Il Placacid era disponibile in vendita nei formati da 6 compresse, 18 e 50, acquistabili presentando la ricetta medica.
La confezione di oggi mi è stata donata dal Dott. Spineto Natale, e colgo l’occasione per ringraziarlo della sua generosità.
Grazie per aver letto il post!



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