Clorocalcium Gentili
Il
Clorocalcium Gentili è uno di quei farmaci di cui non si sente il
rimpianto, in quanto era un prodotto specifico per la ricalcificazione
delle ossa negli stati terminali della tubercolosi, rachitismo,
linfantismo, osteomalacia, e diatesi emorragiche.
Quando
il Clorocalcium fu ideato, l’incidenza di alcune patologie era molto
diversa da quella attuale. In Italia la tubercolosi era una tra le
malattie più pericolose ed invalidanti, perché caratterizzata da una
lunga fase asintomatica, che poi evolveva arrivando a coinvolgere prima i
polmoni e poi tutto il resto del corpo, ossa comprese.
In
un Mondo senza antibiotici né vaccini efficaci, ammalarsi di
tubercolosi significava avere già un piede nella fossa, senza contare il
lato umano del dramma. Spesso i tubercolotici erano isolati dalle loro
stesse famiglie, gli amici diventavano più che rari e l’unica opzione,
per chi poteva permetterselo, era quella di essere internati in un
sanatorio, nella speranza di migliorare la propria situazione
patologica. Miglioramenti, che a volte erano estremamente effimeri,
tanto da essere spazzati via con la stagione fredda.
Il
Clorocalcium era prodotto dalla Alfredo Gentili & C di Pisa, oggi
divenuta Abiogen Pharma, e ancora operante nel campo dei preparati per
la ricalcificazione ossea. Oggi fortunatamente i suoi prodotti sono
utilizzati in caso di fratture o per irrobustire le ossa durante la
menopausa. Il famosissimo Dibase, è uno dei farmaci che derivano dalla
lunga esperienza di questa azienda in materia.
Ecco la foto del flacone:
Misura 15 cm di
altezza x 5 cm di larghezza e 2,8 cm di profondità. Sul flacone non
è riportata la composizione del prodotto, se non un laconico
consiglio per l’assunzione: “il Clorocalcium deve essere
disciolto in acqua dolcificata, o in latte o caffè”, segnale che
forse dal punto di vista del sapore, non fosse poi quel granché.
Grazie per aver
letto il post!



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